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La nuova stagione dello Zingarò Jazz Club

 

zingar˜ settembre 2014_15.cdrZINGARÒ JAZZ CLUB 2014/15

24 settembre 2014 – 8 aprile 2015

 

La strada intrapresa negli anni dallo Zingarò Jazz Club si è fatta conoscere e riconoscere prima dagli appassionati di Faenza e della Romagna e poi ha allargato via via il suo bacino di risonanza al di fuori della regione. Suonare sul palco del club rappresenta una tappa importante nel cur­riculum dei musicisti; la qualità dei concer­ti è una garanzia per gli spettatori e la pos­sibilità di vedere i musicisti da vicino e di scambiare qualche parola alla fine del con­certo rappresenta forse la vera essenza del jazz club.

La nuova stagione dello Zingarò Jazz Club risponde alle istanze di un periodo caratterizzato da una crisi generale e dal bisogno di musica del pubblico, un bisogno profondo di musica vera. Se il momento è tutt’altro che semplice da interpretare, il cartellone proposto quest’anno offre una notevole varietà di risposte. Come al solito, 
verrebbe da aggiungere, vista la tradizione ormai instaurata nelle dieci rassegne pre­cedenti. Ventisei appuntamenti sono un numero enorme per un club di una città di provincia e a questi vanno aggiunte le col­laborazioni e le condivisioni con altre realtà del territorio per un dialogo sempre fertile. Ventisei appuntamenti sono lo specchio fedele, perquanto intrinsecamente parzia­le, di una scena nazionale, nonostante tut­to, attiva e creativa.

Il racconto di questa scena passa attra­verso serate molto particolari come la scel­ta, azzardata e unica nel suo senso, di por­tare uno spettacolo come Piani Diversi, eccentrico ma legato al mondo della musi­ca classica e alla ‘liturgia” del teatro, all’interno di un jazz club. Allo stesso mo­do, si rende spettacolare la strada percor­sa da Luca Bragalini per presentare al pub­blico il suo Storie poco standard.

L’accento posto sulle nuove generazioni è una piacevole costante dello Zingarò con le serate dedicate alle scuole – e quest’anno si  aggiunge anche il Conservatorio di Cesena nel novero – e porta sul palco un con­certo doppio rivolto all’incontro tra voce e chitarra.

Il monitoraggio costante delle nuove real­tà emergenti a livello nazionale quest’anno “convoca” Alessandro Bravo, Lorenzo Gapello, Dan Kinzelman, Fabrizio Gaudino,
Lara Luppi, Alessandro  Altarocca, Alessandro Tedesco e il quartetto di Andrea Ferrario e Michele Francesconi. Lo sguardo alle tante diaspore del jazz porta sul palco del club esperienze diverse e alimentate dal blues, dal gospel, dal prog, dal klezmer, dai suoni brasiliani e argentini come Gloria Turrini, Sacri Cuori, Del Barrio, il duo formato da Silvio Zalambani e Federico Lechner, Siman Tov, Daniele Faraotti, Tiger Dixie, Maurizio Bestetti Blues Power e Circolo Odeon. E poi la forza del percorso radicale di Comanda Barabba, la solidità del maistream del quartetto guidato dal cotrabbassista Stefano Travaglini, la variegata ricerca del Trio Galactus. E poi presentazioni di libri – Improvvisazione altra? di Enrico Intra e Il tempo di un altro disco di Fabio Ciminiera, oltre al già citato Bragalini – e l’incontro con Francesco Bettini del Ferrara Jazz Club.

Come sempre, l’invito è di lasciarsi inte­ressare dai concerti più lontani dai propri gusti, dalle formazioni o dagli appuntamenti di cui magari si conosce meno. La sorpresa, positiva, con cui si riprende la strada di casa, magari nelle sere più fredde dell’invemo è la maniera migliore per mantenere viva la pro­pria curiosità.

Fabio Ciminiera

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